lunedì 25 gennaio 2010

Avatar di James Cameron

E' un gran bello spettacolo Avatar,l' ultimo film di James Cameron.


Fantascienza con sfumature fantasy, è una storia che sfrutta magistralmente i meccanismi classici del confronto tra buoni e cattivi. Come ogni prodotto del cineasta canadese, è costruito per un successo che infatti non è mancato.
Il film è costato moltissimo, con i suoi 237 milioni di dollari è la produzione più costosa della storia del cinema. Ma con il miliardo e 800 milioni che ha già raccolto, è anche il film più redditizio.
Tutti i soldi spesi per il film sono andati (oltre che agli attori ed al regista) in effetti speciali. Il film è girato infatti con una tecnica innovativa che consente una resa in 3D sbalorditiva ed è popolato di stupendi personaggi che si muovono in un mondo ancora più bello. Il pianeta Pandora.
Io non sono riuscito a trovare posto in una sala 3D e mi sono accontentato di una proiezione normale, ma debbo dire che gli effetti sono comunque eccezionali e che durante i numerosi duelli aerei, mi sono sorpreso un pò sbilanciato sulla poltrona a seguire le evoluzioni dei nostri!
La storia è inutile che ve la racconti, un pò perchè non lo faccio mai, ma anche perchè la trama è ormai rintracciabile ovunque. Però credo di non sbagliare che se affermo che nella sceneggiatura c'è un pò di Matrix ed un pò di Balla con i lupi.
Due splendidi film per l' appunto.

Insomma, non cambierà la storia del cinema come è stato detto da più parti (in fondo nella storia non c'è molto di originale) ma sicuramente da qui e per molti anni, sentiremo parlare del fantastico mondo di Pandora e dei suoi altissimi abitanti, i Na'Vi.
Per me, da vedere senza dubbio per oltre due ore di puro divertimento!

giovedì 21 gennaio 2010

La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones



Ho acquistato "La cattedrale del mare" incuriosito dal grande successo commerciale riscosso. Ho atteso l' uscita dell' edizione economica (i grandi Tea) ed a quel punto, sganciando i miei 13€, me la sono portata a casa.
La Cattedrale è un racconto, anzi un vero e proprio romanzo storico, che in 640 pagine narra delle avventure della famiglia Estanyol, in origine mezzadri e servi della gleba della campagna catalana.
La storia comincia il giorno del matrimonio del giovane Bernat e si conclude con la maturità di suo figlio Arnau.
In mezzo, 64 anni di storia di Barcellona, ricchi di riferimenti storici e di accurate ricostruzioni dei luoghi e delle usanze della catalogna del XIV secolo.
Nel romanzone c'è un pò di tutto, l'ascesa, la rovina e il riscatto di una famiglia. E poi guerre, carestie, persecuzioni religiose e pestilenze. Amori, stupri e inquisizione. Il tutto all' ombra del cantiere della Chiesa del Mar, la chiesa del popolo barcellonese, in costruzione proprio durante quegli anni.
L' abilità di Ildefonso Falcones è sicuramente quella di realizzare un copione che riesce a contenere con relativa leggerezza questa ricchezza di argomenti. Il racconto è scorrevole e si legge volentieri, anzi, alla fine le pagine scivolano velocissime. Una lettura piacevole.
E poi, è una miniera di informazioni sulla vita durante il XIV secolo ed in particolare su quella di Barcellona, città che ho visitato molte volte ma della cui storia sapevo ben poco.
I moltissimi personaggi del romanzo sono una galleria variegata ed esaustiva delle figure di quel tempo (i cui caratteri tuttavia, sono trasportabili pure ai tempi nostri), pur senza brillare per spessore o originalità.
Concludendo, un libro molto interessante e che si legge gradevolmente.
Manca a mio avviso la scintilla del genio assoluto, ma è un lavoro molto ben fatto.
Senza scomodare Manzoni (c'è una peste pure qua!), chi avesse letto i Pilastri della Terra di Ken Follet, troverà molte analogie.
Per chi non lo avesse letto, onestamente, consiglierei di cominciare da quello!

lunedì 11 gennaio 2010

Emmaus di Baricco


Emmaus è l'ultimo romanzo scritto da Alessandro Baricco e prima di parlarne, occorre una premessa sull'autore torinese.
Baricco è uno scrittore che da sempre divide la critica. I suoi "sostenitori" apprezzano l'eleganza compiaciuta della prosa, nonchè l'abilità con cui affronta temi dei più disparati e originali. Insomma, per loro è un cuoco di nouvelle cousine, che serve sempre piatti raffinatissimi e deliziosi, giocando con gli ingredienti più disparati.
I suoi critici, lo percepiscono invece come un tecnico vanesio il quale confeziona con grande sapienza commerciale degli ottimi best seller, ma senza alcun valore. Insomma, i piatti di questo chef sono belli a vedersi e ben cucinati ma non sanno di nulla.
Io, sintetizzo le due tesi, pensando che sia vera la prima, ma al tempo stesso che Baricco sia un pò troppo incline ad avvicinarsi alla seconda.
Partendo da questo presupposto, parlare di Emmaus, sarà molto più facile, perchè in nessun suo racconto come in questo, c'è così tanto materiale per i sostenitori di entrambe le fazioni.
E' la storia di quattro ragazzi ancora per poco minorenni, pervasi da una profonda (?) fede cattolica.
E' il racconto di come IlSanto, Luca, Bobby e la voce narrante (il nome non viene fuori in tutto il libro), affronteranno il viaggio che li condurrà dalla quieta accettazione delle tradizioni, della fede e del cammino per loro disegnato dai genitori e dalla comunità, alla consapevolezza di loro stessi, della loro stessa esistenza e dell' avventura che essa costituisce.
Il traghettatore verso la sponda di questa consapevolezza è Andre, una ragazza bellissima, dalla classe innata e dai tratti androgini. Una ragazza segnata dal male di vivere e che corrompe tutto ciò e tutti coloro che la avvicinano. Dapprima insieme e poi ciascuno per proprio conto, i quattro amici percorreranno questo cammino, ognuno verso diverse direzioni e con diversi esiti.

E' un racconto in pieno stile Baricco, oserei definire per appassionati, dove ritroverete tutto ciò che caratterizza - in bene ed in meno bene - lo scrittore. Che dire? A me è piaciuto, ma lo confesso, sono un appassionato.

Per darvi un idea delle passioni contrastanti che scatena questo scrittore, vi linko due altre recensioni, suppongo professionali, tratte da due diversi quotidiani on-line.
Qui la recensione amica e qui quella meno amica... buon divertimento!

giovedì 7 gennaio 2010

Ristorante: Gli amici del gusto a Viareggio


Ecco un altra recensione per chi vuole mangiar bene a Lucca e in Versilia.
Gli Amici del gusto è un ristorantino, da poco più di 30 coperti disposti l'uno piuttosto vicino all' altro. E' ubicato in centro a Viareggio, in via Cavallotti al numero 45 e da fuori, a parte l' insegna, lo si riconosce (a fatica) per una sola luce del locale.
La cucina è rigorosamente di solo pesce e servendo esclusivamente il pescato del giorno, la scelta potrebbe a volte essere limitata. Poco male comunque, perchè tutti i piatti proposti sono assolutamente degni di nota.
Ma andiamo per ordine, funziona così.
Intanto, occorre prenotare con largo anticipo. I posti sono pochi e i tavoli durante la sera non ruotano, per cui avere un posto assicurato è un privilegio che va conquistato con pazienza e determinazione.
Il numero è 0584 945157. Segnatevelo e armatevi di tenacia. Una settimana fa, poco dopo capodanno, la prima sera con posti liberi era il 5 maggio (non male 4 mesi di prenotazioni eh?), per cui l' unica è insistere, sperando che qualcuno abbia nel frattempo rinunciato.
Poichè la fortuna aiuta i tenaci, vi capiterà di sentirvi rispondere che c'è un posto. Ebbene, siete pronti per la fase 2: la pappatoia.
Si comincia con antipasti ovviamente di mare, a memoria 8 portate. Cambiano spesso, proprio perchè in funzione del pescato ma noi abbiamo avuto:
-melanzane ripiene di branzino
-polpetta gamberi e cernia
-polentina con sugo ai bianchetti
-polpo e fagioli
-fagottino di radicchio ricotta e gamberi
-baccalà marinato
-cicale
- trancetto di non mi ricordo che pesce fosse...
tutti molto buoni e cucinati con maestria.
Per affogare gli antipasti, abbiamo utilizzato una prima boccia di spumante.
I primi piatti disponibili erano quattro:
-linguine con gamberoni alla catalana
-ravioli di magro con spinaci e branzino
-spaghetti freschi con le arselle
-tagliatelle con scorfano
Noi abbiamo scelto un tris di assaggi degli ultimi tre, che è significato in pratica tre piatti di primi e che hanno richiesto una seconda bottiglia di Ribolla Gialla. Ottimi tutti e tre, anzi quattro compresa la Ribolla.
Per secondo la scelta era tra:
-fritto di paranza
-fritto senza lische (totani e gamberi)
-gamberoni alla piastra.
In due abbiamo optato per il fritto senza lische (meraviglioso), mentre altri due hanno scelto i gamberoni (ottimi, ma erano solo tre a testa!).
Per i secondi, abbiamo utilizzato una bottiglia di Grecanico (un appunto, pessima scelta perchè benchè buono era più leggero del precedente) dimostrando che non c'è due senza tre.
Il tempo di finire ed assumere tutti e quattro una espressione a metà tra l' ebete ed il beato ed arrivano i dolcetti fatti in casa (buonissimi) ed il caffè (decente).
Preda ormai di visioni mistiche che richiamavano santi stiliti in digiuno sulla colonna, il patron ci invita al digestivo. Scegliamo un whisky e così ci porta davanti ad uno scaffale contenente decine di bottiglie (per la mia modesta cultura) tra le più pregiate. Chiedo un whisky torbato che non sia il Laphroigh e ci mette sul tavolo una bottiglia piena di una speciale selezione prodotta sull' isola di Islay. Ovviamente testiamo con generosità l' ottimo distillato.

Ebbene è il momento di andare, anche perchè a mezzanotte, come recita un cartello, è l'ora di andare a nanna.
Il conto, tutto compreso, è di 35 eur a testa.

Un posto raro, che merita le acrobazie necessarie per prenotare. Ottime materie prime, cucina ottima (niente invenzioni, ma solida cucina viareggina), ambiente confortevole e raccolto, cantina "intelligente" senza etichette sgargianti ma con buoni vini dal prezzo corretto ed infine conto onesto ai confini dell' ingenuo.

Magari riuscire a tornarci spesso...!

mercoledì 6 gennaio 2010

Ristorante a Lucca: Cantine Bernardini

Visto che ogni tanto per via delle mie ben note frequentazioni lucchesi, amici e semplici conoscenti mi chiedono informazioni su locali, hotel e ristoranti di Lucca e Versilia, oltre a suggerirvi questo sito ( Toscanagrandtour ) per qualsiasi indicazione di carattere generale o suggerimenti, ho pensato bene di postare qualche recensione su alcuni indirizzi che mi sentirei di consigliare.
Il primo che riporto è l' enoteca-osteria Cantine Bernardini, in via del Suffragio 7, proprio nel cuore di Lucca.
Il locale è ricavato dalle antiche cantine del palazzo Bernardini, uno dei palazzi patrizi più prestigiosi di Lucca ed è pertanto ubicato in un ambiente sotterraneo, con i soffitti a volte. Come detto si tratta di una enoteca-osteria, quindi non vi aspettate coperti habillè e posateria d'argento. E' arredato con elegante sobrietà e sui tavoli, troverete tovaglietta in cartoncino e bicchieri di cristallo, per intenderci.
Il menu propone una scelta di piatti abbastanza varia e dagli accostamenti particolarmente ben riusciti.
Per dare un idea, noi abbiamo preso come antipasti:
- flan di cipolla e crema di porcini (flan buonissimo e crema ancora migliore: accostamento squisito)
- trota salmonata su crostini di polenta (anche qui, accostamento squisito)
Come primi invece:
- maltagliati alla polenta con cavolo nero e salsiccia (sostanziosi ma davvero buoni)
- tagliatelle ai porcini con ragù di carni bianche (molto delicato)
Come secondo avrei optato per un cosciotto di coniglio ripieno al trito di pistacchio ma, uno sguardo di riprovazione mi ha indotto a rinunciare. E così, siamo passati ai dolci, a mio avviso la parte meno meritevole del pasto, con:
- ricotta al limone con crostini di mandorla all' arancio (buona ma non indimenticabile)
- tortino di castagne su crema inglese (idem come sopra)

Poichè ci siamo stati a pranzo, ci siamo limitati a due calici di rosso di Montecarlo, invero, ahimè, pessimo.
Ci siamo alzati sazi e rilassati ed abbiamo pagato 50 eur (probabilmente il conto era appena più alto, ma il proprietario è un nostro conoscente, per cui ha arrotondato in nostro favore).

Detto di Massimo, il proprietario, davvero gentile e dell' ambiente che mette a proprio agio, vale la pena assaggiare le prelibatezze offerte da questo locale. I piatti come dicevo, sono realizzati con con competenza ed ottimi ingredienti e gli accostamenti pensati con intelligenza. Proprio buoni.
I dolci non mi hano fatto impazzire e tutto sommato sono un gradino sotto il resto delle proposte.
Menzione a parte il vino. E' vero che abbiamo scelto tra le due proposte al calice, economiche ed entrambe della zona e che nella zona il prodotto buono è l' olio, però da un enoteca mi aspettavo un vino al calice migliore, fosse solo per rispetto alla bontà dei piatti.
Sicuramente, se fosse stata ora di cena ed avessi scelto una bottiglia della bella cantina, non avrei neanche questo appunto, ma tant'è.
Infine gli orari di l'apertura. Telefonate sempre per informarvi, perchè a volte apre a pranzo, altre a cena, altre ancora tutto il giorno, ma io non ho trovato un nesso che mi permetta di darvi delle indicazioni e perciò, meglio prenotare!
Per finire, alcuni dettagli da migliorare, ma sicuramente un indirizzo da consigliare.